Query letter (lettera di presentazione)
La lettera di una pagina con cui un autore propone il proprio manoscritto a un agente letterario per farsi rappresentare.
Ultimo aggiornamentoLa query letter è una lettera professionale di una sola pagina con cui si propone un manoscritto finito a un agente letterario, e resta la via d'accesso principale all'editoria tradizionale per gli autori che non hanno ancora un agente. Il formato standard prevede un saluto personalizzato (che dimostri che hai fatto le tue ricerche su quell'agente in particolare), un gancio che catturi l'attenzione fin dalla prima riga, un paragrafo di sintesi che presenti protagonista, conflitto centrale e posta in gioco senza svelare il finale, un breve accenno a titoli comparabili per collocare il libro sul mercato, le credenziali o la visibilità dell'autore pertinenti al progetto, e infine il numero di parole e il genere del manoscritto. Tutta la lettera dovrebbe stare in una pagina, più o meno tra 250 e 400 parole, perché gli agenti ricevono decine o centinaia di proposte alla settimana e dedicano a ciascuna pochi minuti. La query letter non è un riassunto del libro: è un testo di vendita, scritto perché l'agente ti chieda il manoscritto.
La storia delle query letter andate a buon fine mostra quanto il percorso possa essere imprevedibile. La lettera con cui Kathryn Stockett proponeva The Help fu respinta, a quanto si racconta, da sessanta agenti in tre anni e mezzo, prima che Susan Ramer della Don Congdon Associates accettasse di rappresentarla; il romanzo ha poi venduto oltre dieci milioni di copie. All'opposto, Stephenie Meyer inviò una quindicina di query per Twilight e firmò con un'agente di Writers House già in quel primo giro, e la saga ha finito per generare miliardi di fatturato. L'uomo di Marte di Andy Weir uscì invece all'inizio a puntate su un blog, autopubblicato, perché Weir non riusciva a suscitare l'interesse degli agenti: eppure è diventato un bestseller e un film di grande successo. Percorsi così diversi dimostrano che la riuscita di una query dipende dal momento, dalla disponibilità del mercato e dal trovare un agente con gusti affini ai tuoi, quanto dalla qualità della scrittura in sé.
Gli errori più gravi nascono quasi sempre da un equivoco sullo scopo della lettera. Riassumere tutta la trama, finale compreso, trasforma la query in una sinossi e cancella proprio la curiosità che spinge un agente a voler leggere. Paragonare il proprio libro a classici intoccabili («il nuovo Grande Gatsby», «un Guerra e pace dei giorni nostri») comunica presunzione, non conoscenza del mercato. Superare la pagina, aggiungere dettagli biografici superflui o aprire con una domanda retorica («Ti sei mai chiesto che cosa succederebbe se...») sono tutti segnali da dilettante. Studia piuttosto le query letter riuscite pubblicate su siti come QueryShark (curato dall'agente Janet Reid) e negli archivi di Writer's Digest. Personalizza ogni lettera citando libri rappresentati da quell'agente che abbiano qualcosa in comune con il tuo. E pensa alla query come al trailer di un film: fissa il tono, presenta il protagonista, poni la domanda centrale e lascia l'agente con la voglia irresistibile di sapere come va a finire.