Quartina
Strofa di quattro versi, la forma strofica più diffusa nella poesia occidentale: dalla ballata e dall'inno al sonetto e al verso libero.
Ultimo aggiornamentoUna quartina è una strofa di quattro versi, di gran lunga la forma strofica più comune nella poesia inglese e un'unità fondamentale in molte altre tradizioni poetiche, italiana compresa. La persistenza della forma è funzione delle sue proporzioni: quattro versi sono abbastanza lunghi per sviluppare un pensiero o una scena completa e abbastanza brevi per sembrare coerenti a colpo d'occhio, e accolgono una varietà straordinaria di schemi rimici, metri e registri tonali. Gli schemi rimici comuni includono lo schema alternato (ABAB), lo schema chiuso o incrociato (ABBA), il distico ripetuto (AABB), lo schema della ballata (ABCB, in cui rimano solo il secondo e il quarto verso) e la monorima (AAAA). Ogni schema produce un effetto acustico diverso: ABAB suona come un ragionamento intrecciato, ABBA come una chiusura o un incorniciamento, AABB come una serie di piccole finalità, ABCB come la pulsazione del canto popolare. Le quartine possono stare da sole come poesie complete, inserirsi in strutture liriche più ampie o fungere da mattone per forme fisse; il sonetto inglese (shakespeariano), per esempio, si compone di tre quartine e un distico, mentre nel sonetto italiano petrarchesco due quartine a rime incrociate ABBA aprono il componimento.
La quartina di ballata — versi alternati di tetrametro e trimetro giambici, rimati ABCB — è la spina dorsale di un vasto corpus di poesia popolare in lingua inglese, comprese le Border Ballads, gli spirituals e le poesie di Emily Dickinson, che usano la quartina di ballata e d'inno ("Because I could not stop for Death — / He kindly stopped for me — / The Carriage held but just Ourselves — / And Immortality.") con una straordinaria efficacia espressiva. La quartina eroica — pentametro giambico rimato ABAB — è la forma dell'Elegia scritta in un cimitero di campagna di Thomas Gray, in cui la riga più stabile e la rima intrecciata producono una dignità meditativa. La quartina del Rubāʿīyāt, dal nome dei versi del poeta persiano dell'XI secolo Omar Khayyam (tradotti da Edward FitzGerald nel 1859), usa lo schema AABA e concentra l'argomento del componimento sul verso non rimato. Stopping by Woods on a Snowy Evening di Robert Frost incatena quattro quartine intrecciate con uno schema affine che cuce il poema: il verso non rimato di una strofa diventa la rima dominante della successiva, finché la strofa finale si chiude su sé stessa. In Italia, la quartina di endecasillabi (in particolare ABBA) percorre la grande poesia, da Petrarca a Foscolo, da Leopardi a Montale e Pavese.
Per lavorare in quartine, comincia ad ascoltare la forma invece di imporla. Leggi ad alta voce Dickinson, le ballate, Frost e Hardy, ma anche Petrarca, Leopardi e Montale, finché la figura dei quattro versi diventi un'unità che senti istintivamente. Quando scrivi le tue, chiediti cosa ogni schema rimico chieda al testo: ABAB tirerà avanti l'attenzione del lettore attraverso coppie di versi e premierà il parallelismo; ABBA creerà un piccolo recinto che invita a porre il baricentro nei due versi centrali; ABCB si muoverà rapida e tollererà una dizione semplice. Presta attenzione al rapporto tra verso e sintassi: le quartine si sentono diverse quando ogni verso è chiuso in fine di riga rispetto a quando le frasi corrono attraverso le interruzioni (enjambement), e un componimento può usare quel contrasto in modo deliberato. Evita il riempimento nel primo verso e il vuoto nel quarto: le quartine più forti arrivano da qualche parte con la loro ultima parola, anche quando il poema continua. E ricorda che la forma è strutturale, non decorativa; metro e rima devono lavorare — scandire la lettura, pesare il senso, mettere in primo piano parole chiave —, non limitarsi a decorare la prosa con interruzioni di riga.