Glossario

Verso sciolto (blank verse)

Versi metricamente regolari ma senza rima: in inglese il pentametro giambico non rimato, in italiano l'endecasillabo sciolto.

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Il blank verse della poesia inglese è il pentametro giambico non rimato: una forma che offre la struttura ritmica del verso misurato senza il vincolo della rima finale. Il suo equivalente italiano è l'endecasillabo sciolto, cioè «sciolto» dall'obbligo della rima, che va da Annibal Caro, con la sua traduzione dell'Eneide, al Foscolo dei Sepolcri e al Leopardi di tanti Canti. «Sciolto», o in inglese blank, indica l'assenza di rima, non di forma: il verso sciolto è metricamente disciplinato, conserva la misura del verso (in inglese i cinque accenti del pentametro) e libera il poeta dalla necessità di trovare parole in rima. Questo equilibrio tra struttura e libertà ne ha fatto una delle forme più importanti e versatili della letteratura inglese, adatta tanto all'epica quanto al teatro, alla meditazione e alla descrizione lirica.

Henry Howard, conte di Surrey, introdusse il verso sciolto in inglese con la sua traduzione cinquecentesca dell'Eneide di Virgilio, ma furono Christopher Marlowe e poi Shakespeare a rivelarne tutto il potenziale drammatico. Nel corso della carriera di Shakespeare il verso sciolto si evolve dalle misure piuttosto regolari di opere giovanili come Riccardo III ai ritmi straordinariamente flessibili, vicini al parlato, delle ultime opere come La tempesta, dove enjambement, cesure a metà verso e sostituzioni metriche creano un tessuto quasi indistinguibile da una prosa elevata. Il Paradiso perduto di Milton ha consacrato il verso sciolto come metro dell'epica inglese, dimostrando con la sua grandiosità che la poesia inglese poteva raggiungere il peso dell'esametro classico senza rima. Il preludio di Wordsworth e l'Ulisse di Tennyson ne hanno esteso il campo all'autobiografia filosofica e al monologo drammatico.

Scrivere in versi sciolti è un esercizio ideale per sviluppare l'orecchio metrico, perché senza rima puoi concentrarti interamente su ritmo e sintassi. In inglese si comincia da pentametri giambici rigorosi per poi introdurre le variazioni che danno vita al verso: inversioni trocaiche a inizio verso, spondei per dare enfasi, uscite femminili per chiudere con morbidezza. In italiano il lavoro analogo si fa sull'endecasillabo, variando la posizione degli accenti principali (di sesta, di quarta e ottava) e delle cesure. La sfida più grande è evitare la monotonia: senza la rima a creare schemi e varietà, tutto il lavoro musicale ricade sul metro. Studia come Shakespeare e Milton, o Foscolo, usano l'enjambement per costruire periodi che attraversano più versi, così che il testo non si spezzi in una serie di unità chiuse. L'obiettivo è un verso che suoni come un parlato elevato e musicale: ritmicamente organizzato ma mai cantilenante, formale ma mai rigido.

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