Sonetto
Una poesia di quattordici versi in pentametro giambico, che segue uno di vari schemi rimici consolidati.
Ultimo aggiornamentoIl sonetto è una delle forme fisse più durature e versatili della poesia occidentale, composta da quattordici versi scritti in pentametro giambico. Le sue due varianti principali sono il sonetto italiano (petrarchesco), che si divide in un'ottava (ABBAABBA) e una sestina (tipicamente CDECDE o CDCDCD), e il sonetto inglese (shakespeariano), che consta di tre quartine e un distico di chiusura (ABABCDCDEFEFGG). Una terza importante variante, il sonetto spenseriano, collega le sue quartine attraverso rime incrociate (ABABBCBCCDCDEE). Nonostante le loro differenze strutturali, tutti i sonetti condividono la qualità della compressione: quattordici versi sono abbastanza per sviluppare un argomento, esplorare un paradosso o catturare un momento di intenso sentimento, ma non così tanti da far perdere alla forma la sua tensione.
I 154 sonetti di Shakespeare restano la sequenza più famosa in inglese: esplorano amore, bellezza, tempo e mortalità con una gamma straordinaria all'interno dei vincoli della forma. Il Sonetto 18 ("Devo paragonarti a un giorno d'estate?") e il Sonetto 130 ("Gli occhi della mia donna non sono come il sole") dimostrano come la stessa struttura possa servire sia l'idealizzazione sia il sovvertimento ironico. Il Canzoniere di Petrarca ha stabilito la forma italiana come veicolo per esplorare le contraddizioni dell'amore non corrisposto. Nel XX secolo, poete come Edna St. Vincent Millay hanno rivitalizzato il sonetto con dizione moderna e temi femministi, mentre i sonetti Golden Shovel di Terrance Hayes e l'invenzione della sequenza del "Sonetto americano" mostrano che la forma continua a evolvere.
Scrivere sonetti è uno dei migliori esercizi per sviluppare il mestiere, perché i vincoli della forma ti costringono a fare in modo che ogni parola si guadagni il suo posto. Inizia leggendo decine di sonetti di diversi periodi per interiorizzarne ritmo e proporzioni. Quando scrivi il tuo, parti dalla svolta, la volta, il momento in cui l'argomento della poesia cambia, perché la svolta è il motore del sonetto. In un sonetto italiano, la svolta cade tipicamente tra l'ottava e la sestina; in un sonetto inglese, spesso arriva al distico di chiusura. Non aver paura di usare la forma liberamente all'inizio. Molti poeti contemporanei scrivono "quasi sonetti" con rime imperfette o quattordici versi di verso libero, usando la forma come campo gravitazionale piuttosto che come gabbia rigida.