Sonetto
Componimento di quattordici versi, endecasillabi nella tradizione italiana e pentametri giambici in quella inglese, con uno schema di rime codificato.
Ultimo aggiornamentoIl sonetto è una delle forme fisse più longeve e versatili della poesia occidentale: quattordici versi, endecasillabi nella tradizione italiana, pentametri giambici in quella inglese. È un'invenzione italiana: nasce nel Duecento alla corte di Federico II, con Giacomo da Lentini e la Scuola siciliana, e trova in Petrarca il suo modello. Le sue due varianti principali sono il sonetto italiano (o petrarchesco), diviso in due quartine e due terzine (in inglese si parla di octave e sestet), con le quartine di solito a rima incrociata o alternata (ABBA ABBA o ABAB ABAB) e le terzine su schemi come CDE CDE o CDC DCD, e il sonetto inglese (o shakespeariano), formato da tre quartine e un distico finale (ABAB CDCD EFEF GG). Una terza variante importante, il sonetto spenseriano, lega le quartine con rime concatenate (ABAB BCBC CDCD EE). Al di là delle differenze strutturali, tutti i sonetti condividono la stessa qualità: la concentrazione. Quattordici versi bastano per sviluppare un ragionamento, esplorare un paradosso o fermare un momento di sentimento intenso, ma non sono così tanti da far perdere tensione alla forma.
I 154 sonetti di Shakespeare restano la sequenza più celebre in lingua inglese, ed esplorano l'amore, la bellezza, il tempo e la morte con una varietà straordinaria dentro i limiti della forma. Il Sonetto 18 («Shall I compare thee to a summer's day?», «Dovrei paragonarti a un giorno d'estate?») e il Sonetto 130 («My mistress' eyes are nothing like the sun», «Gli occhi della mia donna non somigliano al sole») mostrano come la stessa struttura possa servire tanto l'idealizzazione quanto il rovesciamento ironico. Il Canzoniere di Petrarca ha fatto della forma italiana lo strumento per esplorare le contraddizioni dell'amore non corrisposto, e da lì il sonetto è passato a tutta Europa. Nel Novecento poetesse come Edna St. Vincent Millay hanno rinnovato il sonetto con una lingua moderna e temi femministi, mentre i sonetti costruiti da Terrance Hayes con la tecnica del Golden Shovel e la sua sequenza degli American Sonnets dimostrano che la forma continua a evolversi.
Scrivere sonetti è uno dei migliori esercizi per affinare il mestiere, perché i vincoli della forma ti costringono a pesare ogni parola. Comincia leggendo decine di sonetti di epoche diverse per assimilarne il ritmo e le proporzioni. Quando scrivi il tuo, parti dalla volta, il momento in cui il ragionamento della poesia cambia direzione, perché è lei il motore del sonetto. Nel sonetto italiano la volta cade di solito tra le quartine e le terzine; in quello inglese arriva spesso con il distico finale. All'inizio non avere paura di usare la forma con libertà. Molti poeti contemporanei scrivono «quasi sonetti», con rime imperfette o con quattordici versi liberi, e usano la forma come un campo gravitazionale più che come una gabbia.