Similitudine
Una figura retorica che confronta due cose dissimili usando "come" o "simile a".
Ultimo aggiornamentoUna similitudine è una figura retorica che stabilisce un confronto esplicito tra due cose fondamentalmente diverse usando le parole "come" o "simile a". Dove una metafora afferma un'identità ("il mondo è un palcoscenico"), una similitudine preserva la separatezza dei due elementi pur evidenziandone una qualità condivisa ("il mondo è come un palcoscenico"). Questa esplicitazione conferisce alle similitudini una chiarezza e una precisione che possono rendere accessibili idee complesse, stimolando al contempo l'immaginazione del lettore a esplorare la connessione tra gli elementi confrontati.
Raymond Chandler era un maestro della similitudine vivida, e ha prodotto gemme come "Sembrava discreto quanto una tarantola su una fetta di torta angelica" in Addio, mia amata. In Il racconto dell'ancella, Margaret Atwood scrive: "Dormivamo in quella che un tempo era stata la palestra", poi paragona le donne che dormono a una disposizione di "brande militari", radicando la distopia in una familiarità prosaica. Le similitudini epiche di Omero nell'Iliade, che paragonano i guerrieri a leoni, tempeste e incendi boschivi, hanno fondato una tradizione di confronto esteso che riecheggia fino a oggi nella letteratura occidentale.
La chiave per scrivere similitudini efficaci è la specificità. "Correva come il vento" è una similitudine morta, levigata dall'uso eccessivo. "Correva come un cane che insegue un'auto senza sapere cosa farsene se la prendesse" ci dice qualcosa sia sulla sua velocità sia sulla sua incoscienza. Attingi i tuoi confronti dal mondo della storia e dall'esperienza del personaggio. Le similitudini di una bambina saranno diverse da quelle di un soldato. Evita di sovraccaricare la tua prosa di similitudini; quando ogni frase contiene un confronto, nessuno risalta. Conserva le tue similitudini migliori per i momenti che contano di più.