Villanella (villanelle)
Componimento di 19 versi, cinque terzine e una quartina finale, costruito su due ritornelli e sullo schema di rime ABA.
Ultimo aggiornamentoLa villanella (in inglese e francese villanelle) è una delle forme fisse più esigenti e ipnotiche della poesia: diciannove versi organizzati in cinque terzine e una quartina conclusiva, governati da uno schema di rime ABA e da due ritornelli che si alternano lungo tutta la poesia prima di riunirsi nei due versi finali. Il nome risale alle villanelle, canzoni popolaresche italiane del Cinquecento, ma la forma fissa come la conosciamo si è definita in Francia e poi nella poesia inglese. I ritornelli sono il primo e il terzo verso della terzina d'apertura, che tornano secondo uno schema rigoroso: il primo verso chiude la seconda e la quarta terzina, il terzo verso chiude la terza e la quinta, ed entrambi compaiono insieme come ultimi due versi della quartina. Questa architettura di ripetizioni dà alla villanella il suo caratteristico andamento di ritorno ossessivo, e la rende perfetta per poesie sul dolore, sul desiderio, sulla follia e su ogni argomento in cui la mente torna sempre allo stesso pensiero.
Non andartene docile in quella buona notte di Dylan Thomas è la villanella più celebre in lingua inglese: i suoi due ritornelli, «Non andartene docile in quella buona notte» e «Infuria, infuria contro il morire della luce», acquistano intensità a ogni ripetizione, mentre la poesia implora di resistere alla morte. Un'arte di Elizabeth Bishop usa la forma per esplorare la perdita con una disinvoltura ingannevole: il ritornello «L'arte di perdere non è difficile da imparare» diventa sempre meno convincente man mano che le perdite crescono, finché l'inciso finale, «(Scrivilo!)», manda in frantumi la compostezza che la poesia ha cercato di mantenere. Mad Girl's Love Song di Sylvia Plath sfrutta la circolarità della villanella per mettere in scena i pensieri ossessivi dell'amore non corrisposto, con i ritornelli che imprigionano la voce poetica in un anello di desiderio e dubbio.
Scrivere una villanella richiede di scegliere con estrema cura i due versi del ritornello, perché devono reggere il peso di molte ripetizioni senza diventare monotoni o svuotarsi di senso. I ritornelli migliori sono versi capaci di cambiare significato con il contesto: le stesse parole assumono sfumature diverse a seconda della strofa che le precede. Comincia scrivendo i ritornelli e verifica se possono sostenere diciannove versi di sviluppo. Poi lavora sulle terzine, assicurandoti che ogni strofa faccia avanzare il ragionamento o l'arco emotivo della poesia invece di riempire soltanto lo spazio tra un ritornello e l'altro. Il vincolo della villanella è la sua forza: la forma ti costringe a dire qualcosa di nuovo tornando sempre alle stesse parole, e in quella tensione tra ripetizione e variazione il significato si approfondisce a ogni giro.