Villanella
Una poesia di 19 versi con cinque terzine e una quartina di chiusura, costruita su due ritornelli ripetuti e uno schema rimico ABA.
Ultimo aggiornamentoLa villanella è una delle forme fisse più esigenti e ipnotiche della poesia: diciannove versi organizzati in cinque terzine (strofe di tre versi) e una quartina conclusiva (strofa di quattro versi), il tutto governato da uno schema rimico ABA e da due ritornelli che si alternano nel corso della poesia prima di unirsi insieme nel distico finale. Il primo e il terzo verso della terzina di apertura servono come questi ritornelli, ripresentandosi in uno schema rigoroso: il primo verso chiude la seconda e la quarta terzina, il terzo verso chiude la terza e la quinta terzina, ed entrambi i versi compaiono insieme come i due versi finali della quartina. Questa architettura di ripetizione dà alla villanella la sua caratteristica qualità di ritorno ossessivo, e la rende idealmente adatta a poesie su dolore, desiderio, follia e qualsiasi soggetto in cui la mente torna in cerchio allo stesso pensiero.
Non andartene docile in quella buona notte di Dylan Thomas è la villanella più celebrata in inglese, e i suoi due ritornelli, "Non andartene docile in quella buona notte" e "Infuria, infuria contro il morire della luce", acquistano crescente intensità emotiva a ogni ripetizione mentre la poesia supplica contro la morte. Un'arte di Elizabeth Bishop usa la forma per esplorare la perdita con ingannevole casualità: il ritornello "L'arte di perdere non è difficile da imparare" diventa sempre meno convincente man mano che le perdite descritte crescono, fino a quando il parentetico finale "(Scrivilo!)" frantuma la compostezza che la poesia ha lottato per mantenere. Canzone d'amore di una ragazza pazza di Sylvia Plath impiega la circolarità della villanella per mettere in atto gli schemi di pensiero ossessivi dell'amore non corrisposto, con i ritornelli che intrappolano chi parla in un loop di desiderio e dubbio.
Scrivere una villanella richiede di scegliere i due versi del ritornello con estrema cura, poiché devono sopportare il peso di più ripetizioni senza diventare monotoni o perdere significato. I migliori ritornelli di villanella sono versi che possono spostare di significato attraverso il contesto: le stesse parole assumono sfumature diverse di senso a seconda della strofa che le precede. Inizia abbozzando i tuoi ritornelli e verifica se possano sostenere diciannove versi di sviluppo. Poi lavora sulle terzine, assicurandoti che ogni strofa faccia avanzare l'argomento o l'arco emotivo della poesia piuttosto che riempire semplicemente lo spazio tra i ritornelli. Il vincolo della villanella è la sua forza: la forma ti costringe a dire qualcosa di nuovo pur tornando alle stesse parole, e in quella tensione tra ripetizione e variazione, il significato si approfondisce a ogni ciclo.