Sineddoche
Figura retorica in cui la parte indica il tutto, o il tutto indica una parte.
Ultimo aggiornamentoLa sineddoche è una figura retorica in cui si usa una parte di qualcosa per indicare il tutto o, più di rado, il tutto per indicare una parte. Quando diciamo che qualcuno «non ha un tetto», intendiamo una casa; quando parliamo di «cento vele» in porto, intendiamo cento navi; in inglese il capitano chiama sul ponte «all hands», tutte le «mani», cioè tutti i marinai. La sineddoche funziona per associazione: la parte scelta è così caratteristica del tutto che nominarla basta a evocarlo. È una forma di condensazione che rende la lingua più vivida ed efficiente, perché mette a fuoco il tratto più saliente di ciò che si descrive.
Nel Giulio Cesare di Shakespeare, Antonio si rivolge alla folla con «Amici, Romani, concittadini, prestatemi orecchio»: le orecchie stanno per l'attenzione dell'intero pubblico. Nel giornalismo «la Casa Bianca» indica abitualmente tutto il potere esecutivo degli Stati Uniti e «Wall Street» l'intero settore finanziario. In Furore Steinbeck torna di continuo sulle «mani» dei braccianti, screpolate, callose, forti: la sineddoche riduce gli esseri umani al loro lavoro e rispecchia il modo in cui li tratta il sistema economico.
La sineddoche è particolarmente utile per caratterizzare i personaggi, perché la parte che si sceglie per indicare il tutto rivela priorità e punto di vista. Un personaggio che pensa alle persone come «giacche e cravatte» vede il mondo in modo diverso da uno che vede «volti». Quando usi la sineddoche, scegli la parte che rappresenta il tutto nel modo più significativo per il tuo contesto: il dettaglio deve sembrare naturale e rivelatore, non arbitrario. Tieni presente la differenza con la metonimia, figura molto vicina: la sineddoche usa la parte per il tutto (o viceversa), mentre la metonimia usa qualcosa che è collegato alla cosa rappresentata ma non ne fa fisicamente parte.