Sestina
Componimento di 39 versi formato da sei strofe di sei versi e da un congedo di tre, in cui le parole-rima ruotano da una strofa all'altra secondo uno schema fisso.
Ultimo aggiornamentoLa sestina (o sestina lirica) è una forma metrica complessa nata nella Francia meridionale, con il trovatore Arnaut Daniel, e portata in Italia da Dante e da Petrarca. È composta da sei strofe di sei versi seguite da un congedo (in francese envoi) di tre versi, per un totale di trentanove versi. Ciò che la rende unica tra le forme fisse è che non usa la rima: è governata invece dalla ripetizione e dalla rotazione di sei parole-rima. Le sei parole che chiudono i versi della prima strofa tornano in fine di verso in tutte le strofe successive, ma in un ordine che cambia secondo uno schema di permutazione fisso, la retrogradatio cruciata («retrogradazione incrociata»). Se le parole della prima strofa sono numerate 1-2-3-4-5-6, la seconda strofa le dispone nell'ordine 6-1-5-2-4-3, e le strofe successive proseguono la spirale. Il congedo contiene tutte e sei le parole, tre in fine di verso e tre all'interno dei versi. (Attenzione all'ambiguità: in italiano «sestina» indica anche, più in generale, qualsiasi strofa di sei versi.)
A Miracle for Breakfast di Elizabeth Bishop mostra la capacità della sestina di dare forma a un'ossessione controllata: le sue sei parole-rima ruotano tra scene di povertà e di speranza con un'insistenza che rispecchia la ripetitività della vita quotidiana dei personaggi. Sestina: Altaforte di Ezra Pound usa la rotazione della forma con passo marziale per restituire la sete di sangue di un trovatore, con le parole ricorrenti che martellano come armi. Nella poesia contemporanea, Sestina: Bob di Jonah Winter ribalta brillantemente la forma usando la stessa parola, «Bob», per tutte e sei le parole-rima, e trasforma l'architettura ripetitiva della sestina in una comicità surreale. Questi esempi mostrano l'ampiezza della forma: può essere serissima, giocosamente ironica o radicalmente sperimentale, a seconda delle parole-rima e dell'argomento scelti dal poeta.
Scrivere una sestina comincia dalla scelta delle sei parole-rima, ed è questa scelta a decidere la riuscita o il fallimento della poesia. Scegli parole abbastanza versatili da funzionare in ruoli sintattici e contesti di significato diversi: parole che possono essere nomi, verbi o aggettivi, o parole con più significati, ti daranno la flessibilità necessaria per sei strofe. Spesso funzionano meglio le parole concrete e brevi. Evita le astrazioni, che alla terza ripetizione suoneranno vaghe. Una volta scelte le parole, traccia lo schema di rotazione e scrivi ogni strofa facendo attenzione a come le parole ricorrenti, cambiando posizione, creano accostamenti e significati nuovi. La sestina insegna una lezione preziosa sul rapporto tra vincolo e creatività: le sue regole rigide costringono a scoperte che la scrittura libera potrebbe non produrre mai.