Giustapposizione
L'accostamento voluto di due elementi in contrasto, per farne risaltare le differenze.
Ultimo aggiornamentoLa giustapposizione è l'accostamento voluto di due elementi in contrasto (personaggi, luoghi, idee, immagini o toni) per sottolinearne le differenze e creare significato attraverso il confronto. È una delle tecniche strutturali più basilari della letteratura, perché spesso il significato emerge con più chiarezza dal contrasto. Mettendo gli opposti uno accanto all'altro, chi scrive costringe il lettore a considerare ciascun elemento in rapporto all'altro, e così entrambi risultano più vividi e significativi di quanto sarebbero da soli.
Charles Dickens apre Racconto di due città con una delle giustapposizioni più celebri della letteratura: «Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi». L'intero romanzo si regge su questa tecnica, mettendo a confronto Londra e Parigi, ricchezza e miseria, amore e odio. Nel Paradiso perduto Milton accosta Cielo e Inferno, Dio e Satana, obbedienza e ribellione, e usa questi contrasti per esplorare la natura del libero arbitrio. Nel Grande Gatsby F. Scott Fitzgerald mette le feste scintillanti di West Egg accanto alla desolata Valle delle Ceneri, e rende visibile la disuguaglianza attraverso la geografia.
La giustapposizione può agire a ogni livello della scrittura: dentro una singola frase, tra una scena e l'altra, tra personaggi o nell'intera struttura del racconto. Quando la usi, assicurati che entrambi gli elementi siano sviluppati abbastanza perché il contrasto si percepisca. Se un termine è reso con vivezza e l'altro è solo abbozzato, la giustapposizione risulta sbilanciata invece che illuminante. Pensa anche al passaggio da un elemento all'altro: uno stacco brusco può creare shock o ironia, mentre un passaggio graduale può suscitare una consapevolezza che si insinua a poco a poco. La forza della giustapposizione sta nel confronto che fa il lettore: dagli materiale chiaro e incisivo da entrambe le parti.