Discorso indiretto libero
Una tecnica che fonde pensieri e parole di un personaggio con la narrazione in terza persona, senza virgolette né verbi introduttivi.
Ultimo aggiornamentoIl discorso indiretto libero (detto anche stile indiretto libero) è una tecnica narrativa che fonde la voce del narratore con i pensieri e il modo di esprimersi di un personaggio, senza virgolette, corsivi o formule come «pensò». Il risultato si legge come una narrazione in terza persona, ma ha il lessico, il ritmo e la coloritura emotiva del personaggio. Crea intimità senza rinunciare alla flessibilità della terza persona.
Jane Austen ne fu una delle prime grandi interpreti. In Emma passi come «Mr Knightley, in effetti, era una delle poche persone capaci di vedere dei difetti in Emma Woodhouse, e l'unica che glieli facesse mai notare» mescolano con discrezione lo sguardo del narratore e l'alta opinione che Emma ha di sé. James Joyce spinse la tecnica ancora più in là nell'Ulisse, dove i pensieri di Leopold Bloom filtrano nella narrazione senza soluzione di continuità. In Italia il riferimento obbligato è Giovanni Verga, che nei Malavoglia lascia parlare attraverso la voce narrante l'intero coro del paese.
Il discorso indiretto libero è uno strumento potente perché permette di entrare nell'interiorità di un personaggio senza i vincoli della prima persona e senza la pesantezza dei continui «pensò». Il lettore si trova dentro e fuori la mente del personaggio nello stesso momento. Richiede però un controllo preciso del lessico e della sintassi, perché chi legge deve intuire senza sforzo di chi sia lo sguardo che colora la prosa.