Cliché
Un'espressione, una frase fatta o un'idea così sfruttata da aver perso ogni efficacia.
Ultimo aggiornamentoIl cliché è un'espressione, un'idea o un elemento narrativo usato così tante volte da non suscitare più una reazione autentica. «Era una notte buia e tempestosa», «il cuore le balzò in gola», «tirò un sospiro di sollievo» sono cliché a livello di frase. A livello di storia, il detective che segue solo le sue regole, il paesino che nasconde un oscuro segreto e il cattivo che illustra il suo piano prima di metterlo in atto sono cliché narrativi. In tutti questi casi la familiarità ha preso il posto dell'efficacia.
In La politica e la lingua inglese George Orwell sostiene che i cliché sono il segno di un pensiero pigro: chi scrive afferra una frase prefabbricata invece di cercare le parole che dicono esattamente ciò che intende. In Denti bianchi Zadie Smith evita il cliché osservando situazioni familiari da angolazioni inattese e descrive la vita quotidiana con una lingua che costringe il lettore a vederla in modo nuovo. Raymond Chandler ha rivoluzionato il poliziesco sostituendone i cliché con uno stile così originale da creare a sua volta un nuovo repertorio di convenzioni.
Eliminare i cliché richiede attenzione in fase di revisione. Quando incontri una frase che ti suona comoda e familiare, quella comodità è un campanello d'allarme. Chiediti se l'espressione sta facendo un lavoro preciso o sta solo riempiendo spazio. Sostituisci i cliché con dettagli concreti e sensoriali, presi dal mondo specifico della tua storia. Detto questo, i personaggi possono, anzi devono, usare frasi fatte nei dialoghi, perché le persone vere parlano continuamente per frasi fatte. L'importante è che la prosa narrativa, la voce dell'autore, resti fresca.