Registro
Il livello di formalità del linguaggio, che va dall'informale e colloquiale al formale e accademico.
Ultimo aggiornamentoIl registro è il livello di formalità che un pezzo di scrittura adotta, determinato da vocabolario, sintassi, tono e aderenza alla convenzione grammaticale. Il linguaggio opera su uno spettro che va dall'altamente informale (slang, contrazioni, frammenti di frase) al rigorosamente formale (vocabolario latinato, subordinazione complessa, costruzioni impersonali). La scelta del registro da parte di chi scrive segnala il rapporto tra narratore e lettore, stabilisce il mondo della storia e modella come la prosa appaia sulla pagina.
Charles Dickens sposta frequentemente il registro per effetto comico e drammatico, muovendosi dal linguaggio elevato della narrazione al parlato colloquiale dei suoi personaggi di classe inferiore. In Il Grinta, Charles Portis usa un registro costantemente formale per la narrazione di Mattie Ross, una quattordicenne che parla con la precisione di un avvocato di frontiera, il che crea sia umorismo sia un senso della sua fiera determinazione. La breve favolosa vita di Oscar Wao di Junot Díaz fonde un registro accademico con lo slang di strada dominicano, facendo code-switching tra registri per riflettere l'identità culturale divisa del protagonista.
Scegliere il registro giusto è essenziale per stabilire la voce di un narratore o personaggio. Un mismatch tra registro e contesto crea dissonanza, che può essere usata deliberatamente per ironia o umorismo ma è dannosa se involontaria. Presta particolare attenzione alla coerenza del registro all'interno del dialogo di un personaggio: un adolescente che improvvisamente parla in frasi formali e complesse sembrerà inautentico a meno che quella formalità non sia un tratto di personaggio stabilito. In revisione, leggi le battute di ogni personaggio isolatamente per assicurarti che il loro registro resti coerente e distinto da quello degli altri personaggi.