Risoluzione
La conclusione della storia, in cui il conflitto centrale si risolve del tutto e si stabilisce un nuovo equilibrio.
Ultimo aggiornamentoLa risoluzione è la fase finale del racconto, quando il conflitto si è risolto e i personaggi si assestano in un nuovo equilibrio. Risponde in modo definitivo alla domanda centrale della storia e dà al lettore un senso di compiutezza. Può essere felice, tragica, agrodolce o ambigua, ma deve risultare giustificata da ciò che la precede.
In Orgoglio e pregiudizio la risoluzione vede Elizabeth e Darcy felicemente sposati, dopo aver superato malintesi e pregiudizi. In 1984 la risoluzione è di una cupezza devastante: Winston ama il Grande Fratello. Entrambi i finali sono preparati da tutto ciò che li precede, ed è questo a renderli appaganti benché di tono opposto.
Alcune tecniche concrete possono aiutarti a costruire una risoluzione che lasci il segno. La tecnica dell'«eco» riprende un'immagine, una frase o una situazione dell'inizio e crea un senso di cerchio che si chiude: se il romanzo si apre con un personaggio alla finestra che guarda la pioggia, riportarlo a quella finestra sotto un cielo diverso dice al lettore quanta strada è stata percorsa. La tecnica dell'«ultima rivelazione» riserva alle pagine finali un'intuizione significativa, non un colpo di scena ma un momento di chiarezza emotiva o tematica, che il lettore porterà con sé. La tecnica della «risonanza» chiude su un'unica immagine che condensa il tema della storia senza enunciarlo, come Il grande Gatsby si chiude sulla luce verde e sulle barche controcorrente. Quando rivedi il finale, controlla anche che non risolva tutto in modo troppo ordinato: una risoluzione che risponde a ogni domanda può sembrare artificiosa, mentre una che chiude il conflitto centrale ma lascia al lettore qualcosa su cui riflettere suona onesta e duratura.