Anticlimax
Una conclusione deludente o sottotono dopo un crescendo di tensione, in cui lo scioglimento atteso non arriva.
Ultimo aggiornamentoSi ha un anticlimax quando un racconto accumula tensione, alza la posta in gioco e prepara il pubblico a uno scioglimento clamoroso, per poi offrire qualcosa di modesto, di sgonfio o di assurdamente banale. Il grande scontro atteso si spegne in un nulla; la minaccia che sembrava invincibile si risolve con un sospiro anziché con un'esplosione. L'anticlimax può essere un espediente voluto, usato a fini comici, tematici o filosofici, oppure un difetto strutturale involontario che lascia ai lettori la sensazione di essere stati imbrogliati. La differenza tra i due casi sta tutta nella consapevolezza e nelle intenzioni di chi scrive.
I Monty Python hanno costruito un'intera comicità sull'anticlimax intenzionale. In Monty Python e il Sacro Graal la battaglia finale viene interrotta dall'arrivo della polizia dei giorni nostri, che arresta tutti, e l'epica medievale si sgonfia in commedia dell'assurdo. In letteratura, Aspettando Godot di Samuel Beckett è costruito come un unico, lunghissimo anticlimax: i personaggi aspettano qualcuno che non arriva mai, e non succede niente, per due volte. Quel rifiuto deliberato di uno scioglimento è il senso stesso dell'opera, una riflessione sulla condizione umana. La guerra dei mondi di H.G. Wells contiene forse l'anticlimax più celebre della fantascienza: i marziani invincibili non vengono sconfitti dall'ingegno umano né dalla forza delle armi, ma da comunissimi batteri, una soluzione insieme deludente e carica di significato.
Usato di proposito, l'anticlimax è uno strumento efficace per sovvertire le aspettative di genere, sgonfiare la retorica o dire qualcosa sulla natura del conflitto e della sua risoluzione. Nella commedia lo scarto tra l'attesa e lo scioglimento è la battuta stessa. Nella narrativa letteraria l'anticlimax può rispecchiare la tendenza della vita a chiudere i propri drammi in modo insoddisfacente e ambiguo, non con scontri ben ordinati. Il pericolo è l'anticlimax accidentale, quando chi scrive voleva davvero un climax appagante ma ha indebolito la propria tensione con una posta in gioco troppo bassa, con un deus ex machina o con una soluzione che non nasce davvero dalla storia. Se i tuoi beta reader definiscono il finale «deludente» o «sottotono», chiediti se quello sgonfiamento era voluto. Se lo era, assicurati che il guadagno sul piano del tema compensi quello che manca sul piano della trama. Se non lo era, il problema sta probabilmente nell'azione ascendente o nella logica dello scioglimento.