Glossario

Onomatopea

Una parola che imita foneticamente o suggerisce il suono che descrive.

Ultimo aggiornamento

L'onomatopea è una parola la cui pronuncia imita o evoca il suono che descrive. Parole come "ronzio", "sibilo", "crack", "mormorio", "sfrigolio" e "tonfo" portano il loro significato nel loro suono, e creano una connessione sensoriale immediata tra linguaggio ed esperienza. L'onomatopea è una delle caratteristiche più primitive del linguaggio e appare praticamente in ogni lingua della terra, anche se le diverse lingue spesso rappresentano gli stessi suoni in modo diverso, rivelando come la cultura modelli persino la nostra percezione del rumore.

Le campane di Edgar Allan Poe è un virtuosistico esercizio di onomatopea, con "tintinnabulation" che evoca il suono delle campane e parole come "clang, and clash, and roar" che imitano il loro suono sempre più frenetico. Nei fumetti, l'onomatopea è un caposaldo visivo e letterario: "POW", "WHAM" e "THWIP" sono diventate iconiche attraverso il loro uso nelle pubblicazioni Marvel e DC. Ulisse di James Joyce impiega l'onomatopea ovunque, forse in modo più memorabile nell'episodio delle "Sirene", dove la prosa stessa tenta di diventare musica attraverso parole come "jingle" e "tap".

Nella narrativa in prosa, l'onomatopea è più efficace quando viene usata con parsimonia e precisione. Una sola parola onomatopeica ben scelta può rendere viva una scena più vividamente di un paragrafo di descrizione: "la porta fece click chiudendosi" è più evocativo di "la porta si chiuse silenziosamente". Evita di accumulare parole onomatopeiche a meno che tu non stia deliberatamente creando un effetto cacofonico o comico. Ricorda che l'onomatopea coinvolge l'immaginazione uditiva, quindi usala quando il suono è importante per la scena. Abbina le parole onomatopeiche ad altri dettagli sensoriali per creare un'esperienza completamente immersiva invece di affidarti al solo suono.

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