Kill your darlings (uccidi i tuoi amori)
Il principio di scrittura secondo cui bisogna tagliare i passi a cui l'autore è affezionato quando non servono alla storia.
Ultimo aggiornamento«Kill your darlings», letteralmente «uccidi i tuoi amori», è il principio secondo cui chi scrive deve essere pronto a tagliare passi, personaggi, scene o frasi a cui è affezionato quando non servono alla storia. L'espressione risale ad Arthur Quiller-Couch, che nel 1914, in una lezione ai suoi studenti di Cambridge pubblicata nel 1916 in On the Art of Writing, li esortò a «uccidere i propri beniamini» (murder your darlings). Spesso viene attribuita a William Faulkner, e in seguito l'hanno resa popolare Stephen King e altri. L'intuizione di fondo è che l'attaccamento alla propria bravura può diventare il peggior nemico della qualità dell'opera. Una frase bellissima nel posto sbagliato resta un difetto.
Stephen King ne parla a lungo in On Writing, dove descrive il dolore di tagliare scene che amava perché rallentavano il racconto. Adattando Shining, Stanley Kubrick eliminò ampie parti del romanzo di King, compresa una backstory che l'autore riteneva essenziale, e ne ricavò un film più asciutto e più terrificante. F. Scott Fitzgerald scartò un primo inizio del Grande Gatsby, pubblicato più tardi a parte come racconto («Absolution»), e rimaneggiò a fondo il romanzo in bozze dopo le note del suo editor, Maxwell Perkins. Il romanzo che ne è uscito, di una precisione cristallina, conta meno di 50.000 parole, e quei tagli ne sono una delle ragioni principali.
La difficoltà pratica è riconoscere i propri «amori». Spesso sono i passi che ti inorgogliscono di più, quelli che rileggi con soddisfazione, quelli che difendi con più accanimento quando un lettore ti suggerisce di eliminarli: proprio quell'istinto di difesa è un indizio. In revisione, chiediti di ogni passo: fa avanzare la trama, approfondisce un personaggio o crea un'atmosfera indispensabile? Se la risposta onesta è «no, ma adoro come suona», hai trovato un «amore» da sacrificare. Se proprio non riesci a separartene, salvalo in un file a parte, ma toglilo dal manoscritto.