Antieroe
Un protagonista privo delle qualità convenzionali dell'eroe, come la virtù morale, il coraggio o l'idealismo, che occupa comunque il ruolo centrale della narrazione.
Ultimo aggiornamentoUn antieroe è un personaggio centrale che sfida le aspettative tradizionali dell'eroismo. Dove un eroe convenzionale incarna coraggio, altruismo e chiarezza morale, l'antieroe può essere egoista, moralmente ambiguo, codardo o profondamente difettoso. Ciò che lo rende protagonista non è la sua virtù ma l'investimento del lettore nel suo viaggio. Gli antieroi riescono perché sembrano autenticamente umani in modi in cui gli eroi idealizzati talvolta non sono.
In Arancia meccanica, Alex è un criminale violento e senza rimorsi che ciononostante cattura il lettore grazie alla prosa vivida di Burgess e alle domande filosofiche che la sua storia solleva. In Breaking Bad, Walter White inizia come simpatico uomo qualunque ma rivela gradualmente le qualità antieroiche che erano sempre state latenti in lui. Severus Piton in Harry Potter opera come antieroe la cui crudeltà e meschinità coesistono con una profonda lealtà e un sacrificio di sé, rendendo il suo arco uno dei più discussi della serie.
Scrivere un antieroe efficace richiede di bilanciare la repulsione con la fascinazione. Se il personaggio è troppo spregevole, i lettori si disimpegnano; se è troppo simpatico, è semplicemente un eroe difettoso piuttosto che un antieroe. La chiave è dargli una qualità che sostenga l'investimento, che sia spirito, vulnerabilità, competenza o un codice etico che, per quanto distorto, riveli qualcosa sulla condizione umana. Gli antieroi funzionano meglio quando costringono il lettore a esaminare i propri confini morali.