Glossario

Mentore

Personaggio che guida, addestra o trasmette saggezza al protagonista, spesso catalizzando la trasformazione dell'eroe prima di farsi da parte.

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Il mentore è uno degli archetipi più antichi e duraturi della narrazione: la figura più anziana e più saggia che riconosce il potenziale del protagonista, lo equipaggia di sapere, perizia o chiarezza morale, e poi si ritira perché l'eroe possa agire con ciò che ha imparato. Il nome stesso viene dall'Odissea, in cui la dea Atena si traveste da uomo di nome Mentore per consigliare Telemaco, figlio di Odisseo. Joseph Campbell ha formalizzato la figura ne L'eroe dai mille volti come il "vecchio saggio" o "aiuto soprannaturale": il personaggio che appare sulla soglia del viaggio dell'eroe per concedere il dono, l'arma o l'avvertimento che permette di proseguire. La funzione del mentore è essenzialmente strutturale: getta un ponte tra il sé ordinario del protagonista e il sé più capace che la storia richiederà.

L'archetipo prende molte forme. Obi-Wan Kenobi e Yoda in Star Wars sono gli esempi moderni più citati, ciascuno dei quali consegna una sfaccettatura diversa del ruolo del mentore: iniziazione, addestramento e la dolorosa lezione che i mentori sono mortali. Gandalf ne Il Signore degli Anelli, Silente in Harry Potter, il Sig. Miyagi in Karate Kid, Haymitch in Hunger Games e Mick Goldmill in Rocky occupano tutti la stessa nicchia narrativa pur differendo radicalmente per tono, competenza e affidabilità. I mentori sono spesso difettosi: Haymitch è alcolista, Silente nasconde informazioni cruciali, e i metodi del Sig. Miyagi sembrano sfruttamento prima di rivelarsi addestramento. Questi difetti non sono fallimenti dell'archetipo ma sue espressioni: un mentore perfetto non può essere messo in discussione né superato, e la crescita ultima dell'eroe richiede spesso il riconoscimento dei limiti del mentore.

Per scrivere un mentore che si guadagni il proprio posto, dagli tre cose: una competenza specifica che al protagonista visibilmente manca, una vita interiore che non consista solo nel consigliare l'eroe, e un motivo per cui la sua guida sia incompleta o sofferta. Il mentore pigro è un dump di informazioni in forma umana: consegna esposizione a richiesta e scompare quando torna comodo. Il mentore solido ha la propria storia, i propri rimpianti, una riluttanza o una condizione legata al suo insegnamento. Considera se il mentore morirà, partirà o si rivelerà compromesso: le storie di mentore più potenti spesso comportano che l'eroe lo superi o gli sopravviva, costringendolo a interiorizzare la lezione invece di dipendere dalla fonte. Se la tua storia si appoggia molto all'archetipo del mentore, fa' che il protagonista affronti, prima o poi, un momento in cui nessuna guida è disponibile e la voce del mentore debba essere ricostruita a memoria, non fornita dalla stanza accanto.

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