Glossario

Cyberpunk

Sottogenere della fantascienza ambientato in un futuro prossimo dominato dall'ubiquità delle tecnologie dell'informazione, dal potere delle aziende, dalla modificazione del corpo e dal degrado sociale: "alta tecnologia, vita bassa".

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Il cyberpunk è il sottogenere della fantascienza emerso all'inizio degli anni Ottanta per descrivere un futuro prossimo trasformato dalle reti digitali, dalle megacorporazioni e dal crescente intreccio del corpo con la tecnologia. La formula spesso usata per riassumere il genere — "alta tecnologia, vita bassa" ("high tech, low life") — coglie la sua tensione centrale: il futuro immaginato è tecnologicamente straordinario e socialmente impoverito, con capacità di rottura concentrate in mani private mentre chi vive in mezzo a esse sopravvive in sottoclassi inondate di neon. Il cyberpunk si occupa di sorveglianza, identità, corpo incarnato, sostituzione corporativa dello Stato, confine poroso tra mente e macchina, e della domanda su cosa conti come umano quando la coscienza può essere caricata, aumentata o copiata. Le sue ambientazioni caratteristiche — megacittà sterminate e inquinate, enclavi sottoculturali, ambienti virtuali raggiunti tramite interfacce neurali — sono oggi così pervasive nella cultura popolare che l'iconografia del genere si è diffusa ben oltre i libri che l'hanno definita.

Neuromante di William Gibson (1984) è il romanzo fondativo del movimento; ha coniato la parola ciberspazio, codificato lo hacker come protagonista e fissato la grammatica visiva di occhiali a specchio, cromo e neon che avrebbe modellato ogni opera successiva. L'antologia Mirrorshades (1986) di Bruce Sterling raccolse la coorte originale — Gibson, Sterling, Pat Cadigan, Rudy Rucker, Lewis Shiner, John Shirley — sotto la bandiera cyberpunk. Blade Runner di Ridley Scott (1982), uscito due anni prima di Neuromante, fornì l'immagine cinematografica che avrebbe definito il genere. La portata del cyberpunk si è poi estesa a Snow Crash, al manga e ai film di Ghost in the Shell, alla trilogia di Matrix, al gioco di ruolo da tavolo Cyberpunk 2020 e ai suoi discendenti, e al videogioco Cyberpunk 2077. Sottogeneri e diramazioni includono il postcyberpunk (meno distopico, più interessato a società in rete che funzionano), il biopunk (potenziamento genetico anziché digitale) e il solarpunk (un'antitesi esplicita che enfatizza la speranza ecologica).

Per scrivere cyberpunk credibile, àncora il futurismo nella tessitura sociale piuttosto che nei gadget. L'errore classico è specificare la tecnologia in dettaglio ossessivo lasciando generico il mondo che la usa; la forza del genere viene dal movimento opposto, in cui il marchingegno è solo accennato e ci si sofferma sulle conseguenze umane. Decidi quali istituzioni hanno fallito nel tuo mondo e quali le hanno sostituite: quando lo Stato è cavo, chi raccoglie le tasse, sorveglia le strade e fornisce il poco di sanità che resta? Àncora il tuo protagonista nella sottoclasse — hacker, freelance precari, lavoratrici del sesso, modder corporei, marginali — perché la prospettiva del genere parte dal basso e guarda verso le torri scintillanti in cui queste persone non entreranno mai. Presta attenzione al corpo: il cyberpunk è insolitamente preoccupato di ciò che il potenziamento costa in dolore, identità e dipendenza, e il dettaglio carnale e sporco è ciò che separa la forma da una fantascienza più liscia. Infine, attenzione alla lingua: la tradizione di prosa cyberpunk è densa, gergale e ritmicamente tagliata, e attinge tanto al noir hardboiled quanto ai suoi antenati propriamente fantascientifici. La voce fa parte del genere.

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