Glossario

Racconto

Un'opera narrativa in prosa, di solito tra le 1.000 e le 10.000 parole, concentrata su un unico effetto, personaggio o episodio.

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Il racconto è una forma narrativa in prosa definita dalla concentrazione e dalla messa a fuoco. A differenza del romanzo, che può distendersi su decenni, più trame e molti personaggi, il racconto di solito si concentra su un solo personaggio, un episodio o un arco emotivo e lo sviluppa con precisione ed economia. Nella sua teoria del racconto, che ha fatto scuola, Edgar Allan Poe sosteneva che ogni elemento dovesse concorrere a un unico «effetto prestabilito», e anche se la narrativa breve moderna è andata ben oltre la formula di Poe, la sua intuizione sull'unità d'effetto resta valida. Il racconto non è un romanzo in miniatura: è una forma a sé, con possibilità ed esigenze proprie.

Il Novecento è stato l'età d'oro del racconto in lingua inglese. Anton Čechov ne aveva fissato il modello moderno: racconti che privilegiano l'atmosfera e i personaggi rispetto alla trama e si chiudono non con una soluzione, ma con un momento di rivelazione o di ambiguità. In Gente di Dublino James Joyce ha affinato questo approccio con quelle che chiamava «epifanie», lampi di comprensione improvvisa che illuminano un'intera vita. Flannery O'Connor ha portato nella forma una grazia violenta, in raccolte come Un brav'uomo è difficile da trovare. Alice Munro, spesso definita la maestra del racconto contemporaneo, ha dimostrato in raccolte come In fuga che in trenta pagine si possono raggiungere la profondità e la complessità di un romanzo. Raymond Carver ha ridotto il racconto all'osso, mentre George Saunders lo ha ampliato con la satira, l'empatia e l'invenzione strutturale.

Per scrivere buoni racconti, comincia leggendone moltissimi. I racconti insegnano il mestiere più in fretta dei romanzi, perché puoi studiare un'opera completa in una sola seduta e vedere come ogni scelta contribuisca all'insieme. Concentra ogni racconto su un'unica tensione centrale e resisti alla tentazione di aggiungere sottotrame o archi secondari. Entra tardi nella storia ed esci presto: comincia il più vicino possibile al conflitto centrale e chiudi poco dopo il momento culminante, invece di spiegarne le conseguenze. Cura l'attacco, che deve catturare subito il lettore, e il finale, che in una forma breve ha un peso sproporzionato. Fai leggere e discutere i tuoi racconti senza pietà, perché in una forma così concentrata ogni frase debole si vede.

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